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Il Rinascimento del Saper Fare

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Il Rinascimento del Saper Fare

• L’Aquila

L’Aquila

Storia breve, cose da vedere e piatti tipici di una città appenninica, dove pietra, spiritualità, montagne e rinascita raccontano l’anima più alta dell’Abruzzo.
L’Aquila è una città di pietra, vento e montagna. Sorge nel cuore dell’Appennino abruzzese, circondata da altipiani, borghi, pascoli e cime severe. La sua storia è fatta di fondazione medievale, spiritualità, potere civile, terremoti, ferite e rinascite: una città fragile e forte insieme, capace di custodire una delle identità più intense dell’Italia interna.

Storia breve e identità della città

L’Aquila nasce nel Medioevo come città nuova dell’Appennino, legata alla riunione di comunità, castelli e villaggi del territorio circostante. La tradizione dei “novantanove castelli” è diventata parte fondamentale del suo immaginario: una città costruita come sintesi di un territorio più ampio, non come semplice centro isolato.

Fin dalle origini, L’Aquila assume un ruolo strategico tra Abruzzo interno, vie appenniniche, pascoli, commerci e potere politico. La sua posizione, ai piedi del Gran Sasso e vicino ai grandi altipiani, ne fa un centro naturale di collegamento tra montagna, transumanza, mercati e vita urbana.

Nel Medioevo la città cresce rapidamente, diventando un centro importante per l’economia, la religione e la cultura. Le sue mura, le chiese, le piazze, le fontane e i palazzi raccontano una città orgogliosa, civile, fortemente legata alla propria autonomia e alla propria dignità urbana.

Uno dei momenti più alti della storia aquilana è legato a Pietro del Morrone, divenuto papa Celestino V. La Basilica di Santa Maria di Collemaggio e la Perdonanza Celestiniana danno alla città una dimensione spirituale unica, fondata sull’idea di perdono, pellegrinaggio e riconciliazione.

Nei secoli L’Aquila è stata più volte colpita dai terremoti. Questa fragilità sismica ha segnato profondamente la sua storia, trasformando il volto urbano e imponendo alla comunità continue ricostruzioni. La città ha imparato a convivere con la ferita, ma anche con la volontà di rialzarsi.

Il terremoto del 2009 ha rappresentato una delle cesure più dolorose della storia recente italiana. L’Aquila ha vissuto distruzione, perdita, spopolamento temporaneo e una lunga fase di ricostruzione. Ma proprio questa esperienza ha reso ancora più evidente la sua forza: la città non è solo monumento, è comunità, memoria e resistenza.

Oggi L’Aquila è una città in cammino. Il suo centro storico, le sue basiliche, i cantieri, le piazze riaperte, l’università, i musei, le montagne vicine e la vita che ritorna raccontano una rinascita complessa, ma potentissima. È una delle città italiane in cui la parola “memoria” si unisce più chiaramente alla parola “futuro”.

Cose da vedere a L’Aquila

L’Aquila va visitata come una città di pietra e di ricostruzione. Ogni chiesa, piazza, fontana e palazzo racconta non solo la bellezza della città, ma anche la sua capacità di attraversare il dolore e tornare lentamente alla vita.

Basilica di Santa Maria di Collemaggio

Il luogo simbolo della spiritualità aquilana, legato a Celestino V e alla Perdonanza. La facciata geometrica, la storia e il significato religioso ne fanno uno dei monumenti più importanti della città.

Fontana delle 99 Cannelle

Uno dei simboli più amati di L’Aquila. Le sue cannelle richiamano la tradizione dei novantanove castelli e il rapporto profondo tra acqua, territorio e identità cittadina.

Basilica di San Bernardino

Grande chiesa rinascimentale dedicata a San Bernardino da Siena, con una facciata scenografica e una presenza centrale nella memoria religiosa e artistica della città.

Forte Spagnolo

Imponente fortezza cinquecentesca, costruita come segno di controllo politico e militare. È uno dei grandi riferimenti architettonici del paesaggio urbano aquilano.

Piazza Duomo

Il cuore civile della città, spazio di mercato, incontro, memoria e ricostruzione. È uno dei luoghi dove si percepisce con più forza il ritorno della vita urbana.

Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio

La cattedrale cittadina, affacciata su Piazza Duomo, rappresenta il centro religioso storico della comunità aquilana.

MUNDA - Museo Nazionale d’Abruzzo

Custodisce opere e testimonianze fondamentali dell’arte abruzzese, offrendo una lettura profonda del territorio e della sua storia culturale.

Fontana Luminosa

Uno dei segni urbani più riconoscibili della città moderna, punto di incontro e ingresso simbolico al centro aquilano.

Centro storico

Un tessuto urbano di vicoli, palazzi, chiese, cortili e piazze, dove la ricostruzione convive con la memoria medievale e moderna della città.

Gran Sasso e Campo Imperatore

Il grande paesaggio montano che completa l’identità aquilana: altipiani, cime, pascoli, silenzi e orizzonti che danno alla città il suo respiro appenninico.

Piatti tipici aquilani e abruzzesi

La cucina aquilana è una cucina di montagna, transumanza, grano, zafferano, legumi, carni ovine, formaggi, dolci secchi e sapori intensi. È una cucina sobria e forte, nata tra altipiani, pascoli, borghi e famiglie abituate a trasformare ingredienti semplici in piatti pieni di carattere.

Zafferano dell’Aquila

Uno dei prodotti più preziosi del territorio, coltivato soprattutto nell’area di Navelli. Dona colore, profumo e identità a risotti, paste, dolci e ricette raffinate.

Maccheroni alla chitarra

Pasta simbolo dell’Abruzzo, tagliata con il tradizionale telaio a corde. Nel territorio aquilano si accompagna a sughi di carne, ragù d’agnello o condimenti rustici.

Arrosticini

Spiedini di carne ovina cotti alla brace, tra i sapori più riconoscibili dell’Abruzzo. Raccontano pastorizia, fuoco, convivialità e cultura degli altipiani.

Pecora alla cottora

Antica preparazione pastorale, con carne ovina cotta lentamente in grandi recipienti. È un piatto che parla di transumanza, pascoli e vita di montagna.

Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio

Piccole e saporite, legate ai borghi dell’aquilano e alla coltivazione d’altura. Sono perfette in zuppe, contorni e piatti semplici della tradizione.

Ceci di Navelli

Legumi del territorio aquilano, spesso usati in zuppe e preparazioni rustiche. Raccontano agricoltura di montagna, pazienza e cucina domestica.

Sagne e fagioli

Pasta rustica e legumi in un piatto caldo, povero e sostanzioso. È una delle espressioni più sincere della cucina abruzzese interna.

Formaggi e pecorini d’Abruzzo

Prodotti caseari legati alla pastorizia, agli altipiani e alle greggi. Si gustano con pane, miele, confetture, vino e piatti della tradizione.

Torrone aquilano

Dolce identitario della città, spesso morbido e ricco di cioccolato, nocciole o mandorle. Racconta la tradizione dolciaria aquilana e le feste familiari.

Ferratelle

Cialde dolci preparate con il ferro tradizionale, croccanti o morbide secondo la ricetta. Sono un dolce domestico, semplice e profondamente abruzzese.

Artigianato locale aquilano

L’artigianato aquilano nasce tra città, Appennino, borghi storici e comunità di montagna. Merletti, filigrane, gioielli tradizionali e ferro battuto raccontano una manualità raffinata, paziente e fortemente legata alla memoria domestica, religiosa e civile del territorio.

Tovaglie al tombolo aquilano

Tessili ricamati a mano con la tradizione del tombolo, legati alla casa, al corredo e alla manualità femminile dell’Aquila e dei borghi dell’Appennino.

Centrini al tombolo di Pescocostanzo

Merletti realizzati con fuselli e fili sottili, espressione di una delle tradizioni artigianali più raffinate e riconoscibili della provincia aquilana.

Orecchini in filigrana di Scanno

Gioielli in oro o argento lavorati con sottili fili intrecciati, legati al costume tradizionale, all’ornamento femminile e all’oreficeria storica abruzzese.

Bottoni in filigrana di Pescocostanzo

Piccoli gioielli ornamentali realizzati con lavorazioni minute in oro o argento, legati all’abito tradizionale e alla cultura preziosa dei borghi aquilani.

Lampade in ferro battuto di Pescocostanzo

Oggetti d’arredo forgiati a mano, legati alla tradizione del ferro battuto del borgo e alla cultura della casa appenninica.

Visitare L’Aquila significa entrare in una città dove la montagna custodisce la memoria, la pietra racconta le ferite e la rinascita diventa una forma alta di dignità italiana.

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